4.3 Architettura Radicale

Descrizione: 

Negli anni Sessanta muovono i primi passi anche gli architetti radicali, la cui definizione viene coniata da Germano Celant nel 1971, sancendo il successo dei gruppi neo-avanguardisti Superstudio, Archizoom, UFO, Zziggurat e 9999, che l’anno successivo raggiungeranno il riconoscimento internazionale con la mostra Italy: The New Domestic Landscape al MOMA di New York. Cresciuti presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze, i Radicali svolgono un’intensa attività di ricerca teorica nel campo dell’architettura e del design avviando sperimentazioni visionarie che sconfinano nella politica, nella sociologia e nella filosofia: nella loro visione tutto può essere architettura e l’impegno, non più limitato al costruito, si rivolge all’intera società. Costituitisi entrambi nel 1966, Archizoom vede tra le sue fila Andrea Branzi, Paolo Deganello, Massimo Morozzi, Gilberto Corretti, Lucia Morozzi e Dario Bartolini; mentre Superstudio annovera Adolfo Natalini, Gian Piero Frassinelli, Cristiano Toraldo di Francia, Alessandro Poli, Roberto Magris. Attenti ai volumi primari e alle megastrutture monumentali, i due gruppi muovono i primi passi sulla scia Pop – contaminata di elementi islamici, icone americane e idoli popolariper tendere poi verso un’architettura utopica, universale e assoluta, critica nei confronti del funzionalismo, del commercio e della produttività. Ne sono testimonianze la No-stop city degli Archizoom e il Monumento continuo di Superstudio, nei cui progetti la città è ridotta al grado zero nella semplificazione estrema di segni, forme e concetti.

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